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Quando torno nel mio quartiere

Giuseppe Manzo su Diario di un cronista

“Dobbiamo fare qualcosa, organizziamo un dibattito: facciamo casino”.  Le sollecitazioni arrivano dopo l’incendio al campo rom di Poggioreale. Fare qualcosa per San Giovanni, Napoli est? Cosa? Da alcuni anni non vivo più nel quartiere ma ci torno ogni settimana. E ogni volta vedo con sguardo più freddo lo stato di abbandono, lo svuotamento e l’immobilismo. Nell’anno 2001  gli allora Ds (oggi Pd) promettevano con roboanti manifesti elettorali la balneabilità del mare: oggi la periferia orientale ha lo specchio d’acqua più inquinato della Campania. In questi anni non ha pagato il clientelismo che ha garantito le carriere politiche di alcuni, qualche piacere nelle case comunali ai cittadini, orfani di un riferimento sociale. Continue reading


Torino, Salone del Libro: nessuna risposta e resista chi può

Inizia oggi giovedì 8 maggio la ventisettesima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. A differenza delle edizioni precedenti, però, quest’anno nel padiglione 2 non sarà presente la Camera di Commercio di Roma che aveva permesso con una formula lodevole a tanti piccoli editori romani la partecipazione alla più importante vetrina del nostro Paese per quanto concerne il libro e l’editoria tutta.

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Buon viaggio Gabo

Città del Messico è piena di strani profumi. E sono qui da neanche due giorni.
Ora capisco bene le parole di chi mi diceva che arrivando avrei sentito quello strano odore di mais. In giro per un Paese dove vengono ammazzati giornalisti come fossero mosche, cerco di raccontare questa storia fatta di narcos, politici corrotti, poliziotti assoldati come killer, e uno strano silenzio che racconta di una normalità violenta. Perché ormai qui è tutto dannatamente normale.

Un’intera mattinata e un pomeriggio passati tra redazioni di giornali a parlare con colleghi, centri di cultura dove persone impegnate denunciano la situazione degli omicidi e dei desaparecidos, strade stranamente deserte perché nella Semana Santa qui tutto si ferma.
Poi arriva la notizia della morte di Gabriel Garcia Marquez.

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Semplicemente don Peppe

Raffaele Lupoli su daSud.it
(foto Round Robin editrice, dalla copertina di Don Peppe Diana. Per amore del mio popolo, di Valeria De Caterini)

Don Peppe era semplicemente un prete, faceva (e bene) quello di mestiere: il capo scout, l’amico dei giovani, dei migranti e delle persone disabili. Il figlio, il fratello e il pastore d’anime. Il tifoso del Napoli e della Ferrari, il superstizioso e lo spericolato alla guida. Tante cose, ma non certo l’eroe. Non affrontava i camorristi a muso duro, non lanciava animosi anatemi, non era capopopolo né stratega. E questo non rende meno importante la sua testimonianza. Anzi, ci conforta nell’affermare che la lotta alle mafie dev’essere patrimonio di ciascuna e ciascuno, senza deleghe in bianco e senza depositari della verità che impartiscono lezioni o dispensano attestati di legalità.

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Torino, Salone del Libro: scompare la piccola editoria romana

Aderiamo e riportiamo di seguito il testo del comunicato diffuso dagli editori firmatari la lettera alla Camera di Commercio di Roma.

Roma, 11 feb – In tempo di crisi, dopo la sistematica cancellazione dei pochi incentivi alla diffusione del libro e della lettura, e nessuna nuova legge che rilanci l’industria culturale del Paese, assistiamo all’ennesimo durissimo colpo inferto all’editoria romana. La Camera di Commercio di Roma, da anni prezioso sostegno dei piccoli editori romani, farà mancare il suo contributo per partecipare al Salone Internazionale del Libro di Torino, confermando il suo sostegno ad altre fiere commerciali, sicuramente di importanza strategica (Fiera di Grottaferrata, Casaidea, Motodays, Worldfishing), ma relegando di fatto ancora all’ultimo posto l’industria culturale del nostro Paese.

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Tu chiamale, se vuoi, detrazioni

Verba volant scripta manent. E infatti erano solo parole quelle del governo Letta  che, per incentivare l’acquisto di libri, prometteva detrazioni fiscali. Tutti ad esultare, noi per primi. Poveri illusi. Nessuno pensava di fare i conti con la famigerata Commissione Finanze che, senza colpo ferire, ha trasformato il provvedimento in un bonus librai.

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Terra dei fuochi: per i giudici il Biocidio è colpa nostra

Giuseppe Manzo su Fanpage

Sul processo Bassolino-Impregilo nessuno si era fatto illusioni. La scontata assoluzione degli imputati coinvolti è giunta puntuale dalla Procura di Napoli. Inquietante, invece, è la lettura delle motivazioni: l’emergenza rifiuti causata dalle “troppe resistenze”. Secondo i magistrati furono i cittadini in piazza contro le discariche e gli inceneritori a far fallire il Ciclo mentre i componenti del Commissariato straordinario “intendevano perseguire lo scopo dell’interesse pubblico e di fronteggiare il problema, drammatico, dello smaltimento dei rifiuti in Campania”. Insomma, il Biocidio e il disastro della Terra dei fuochi ha come unici responsabili coloro che protestavano (e magari protestano ancora). Si apre nella nostra regione una grande questione che richiama i giuristi democratici a prendere posizione.

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Le ali tarpate degli F-35

(foto wikipedia)

E’ a firma di Francesco Vignarca l’approfondimento apparso in anteprima integrale oggi su Altreconomia. Vignarca, coordinatore delle attività nazionali della Rete Italiana per il Disarmo, e autore sul tema del libro F-35. L’aereo più pazzo del mondo, analizza il rapporto appena uscito e inedito in Italia del Pentagono, che fotografa i problemi e gli errori collegati alla produzione dei caccia che il nostro Paese si è impegnato ad acquistare (o potrebbe aver già acquistato).

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Testo integrale di una intercettazione telefonica tra due case del centro storico dell’Aquila

(foto wikipediaCreative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported License)

Qualche anno fa uno studio di architettura mi chiese di scrivere qualcosa per la Biennale di Venezia dedicata a L’Aquila. Il progetto si chiamava “Epicentro” ed era un modo per portare proposte di ricostruzione, convivenza e impegno civile in una città con la voglia di rimettersi in piedi. L’ho ritrovata per caso, questa storia. Fra gli appunti scritti nei giorni in cui stavo lì, poche ore dopo il terribile terremoto. Poi ci sono tornato e tornato più volte. Con daSud e Round Robin abbiamo anche cercato di mantenere alta l’attenzione coinvolgendo gli amici di current tv. Fatto sta che quello che leggerete è stato scritto un anno dopo quel 6 aprile 2009, e oggi – ancora oggi – una città resta in macerie mentre qualcuno si arricchisce e ride di gusto. Rimanendo a guardare. Arricchendo le casse dei clan di ‘ndrangheta e camorra, dei politici e degli imprenditori conniventi, tutti uniti dal grande affare ricostruzione. I comitati aquilani queste cose le denunciano da tempo e la ricostruzione mancata è sotto gli occhi di tutti. Ma che deve succedere ancora per farci aprire gli occhi? Davvero è sempre e solo un arresto che deve far concentrare l’attenzione dei media e della politica sulle questioni importanti? Fossi al posto di Enrico Letta seguirei il sindaco Cialente con dimissioni immediate. E mi porterei anche quel genio di Angelino Alfano, responsabile – in solido – assieme al suo capo di sempre, al suo vecchio partito e anche a quello nuovo. No, non impareremo mai.

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Malagrotta. Manlio Cerroni e l’emergenza rifiuti a Roma. Intervista al commissario Sottile

A roma l’emergenza rifiuti non è mai finita e adesso forse capiamo il perché.

Se l’atteggiamento del commissario Sottile e di tutta la politica capitolina, nei confronti di Manlio Cerroni, è stato sempre e solo di deferenza e sottomissione per il “Supremo”, come si può pensare che una strategia dei rifiuti esistesse davvero?

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